08/02/10

DICONO IN CINA - Smetteremo di mangiare il cane?

22/01/10

DICONO IN CINA - Se il vecchio pechinese dice tutto quello che ha da dire

An Old Beijing Man from Danwei on Vimeo.

Chicca di danwei!

21/01/10

APPUNTI - La ballata di Mulan

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Mi chiedono di raccontare la vera storia di Mulan, le mie prime allieve del corso di lingua cinese per i licei. Sono state affascinate dal cartone della Disney, da allora hanno cominciato a pensare alla Cina. Ora vogliono studiare cinese.
Così mi sono imbattuta in questo articolo di Giovanni Mariotti sulla Stampa: Quando Mulan si chiamava Magnolia. E piaceva a Montale.

Magnolia non combatte per il piacere di combattere, ma per esentare il padre dall' obbligo di prestare servizio. Pochi versi bastano all' anonimo poeta per descrivere il lungo viaggio di Mulan e la sua partecipazione alla guerra:
"I monti e i forti sfilano come in volo.
Risuona la verga metallica delle Guardie
Nell' aria fredda del Nord.
Sull' armatura di mille e mille soldati
I raggi glaciali si specchiano...".
A guerra finita, all' imperatore che vorrebbe farla ministro, Magnolia chiede solo "un forte cammello" per poter tornare al suo paese. Giunta a casa, indossa i suoi vecchi abiti, ed e' di nuovo la fanciulla che era stata:
"Alla finestra stringe i capelli in un nodo
Denso come una nuvola - innanzi allo specchio
Si aggiusta il fiorellino artificiale
E si tinge la fronte lievemente di giallo".
Questo ritorno alla femminilita' , che fa Magnolia differente da tutte le altre fanciulle guerriere, la rende anche piu' commovente ed enigmatica. Come ci tocca il lusso ingenuo di quel "fiorellino artificiale", modesto antenato, nella Cina antica, di una spilla Coro o Trifari! Quando la vedono passeggiare per le strade del paese, i suoi commilitoni commentano (sono i versi citati da Montale):
"Per dodici anni abbiamo vissuto insieme
Senza sapere che Magnolia fosse fanciulla.
Il coniglio maschio si acquatta raspando la terra,
La coniglia si guarda attorno con occhi vaghi:
Ma quando entrambi corrono a fior di terra,
chi puo' distinguere tra coniglio e coniglia?".
Mulan è una leggendaria eroina cinese che si arruolò in un esercito di soli uomini. Le prime lodi a Mulan si trovano in un poema epico anonimo del periodo delle Dinastie del Nord (386-581). Più tardi cantastorie e commediografi le hanno dato un cognome (Hua) e arricchito di svariati particolari le sue avventure. Nel 1998 la Disney ne ha fatto un cartone animato, voleva conquistare il mercato cinese. Ha ottenuto un effetto non previsto: la cultura cinese ha conquistato l'Occidente.

11/01/10

COME E' ANDATA A FINIRE - Buona fortuna Hu Shuli!

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Tra complimenti vivissimi e aspre polemiche, Hu Shuli e ventuno membri della sua ex-redazione di Caijing hanno iniziato a lavorare per il 新世纪周刊, ovvero il settimanale Nuovo secolo.
Quindi nuova veste grafica, nuovo summary in inglese, nuovi collaboratori e nuovi argomenti.

C'è già chi accusa la signora Hu di dedicare troppo poco tempo al dipartimento di giornalismo della Sun Yat-sen University, ma il mondo dell'editoria cinese è in uno stato di esaltazione.

Danwei ha tradotto diversi editoriali sull'argomento. Tra tutti, l'editoriale del Southern Metropolis Daily recita:

"Continuo a credere che la dipartita di Hu da Caijing non debba essere letta come se fosse un evento più tragico di quello che in realtà è. Attualmente il miracolo è che Hu sia stata il direttore di Caijing e che lo sia stata così a lungo. Forse né Hu Shuli, né il suo team e forse nemmeno i suoi lettori sono convinti di questo, ma è durata più di quanto ci si potesse aspettare. [...] E' difficile predirre il futuro. Per questo dobbiamo prenderci cura del presente. Buona fortuna a Hu Shuli e alla sua équipe."

14/12/09

DICONO IN CINA - La lista che fa tremare Pechino

Due giornalisti, Tan Zuoren e Xie Yihui, hanno percorso circa tremila chilometri, hanno visitato città e villaggi e intervistato persone per presentare un'indagine di tre mesi sulle famiglie che avevano perso i figli nelle scuole crollate durante il terribile terremoto che ha colpito lo Sichuan il 12 maggio 2008 (90mila vittime). Alla loro campagna per censire il numero di studenti morti si era unito Ai Weiwei dalle pagine del suo blog e numerosi altri volontari. Si è arrivati a stilare una lista - incompleta - di circa cinquemila nomi. I risultati dell'inchiesta sono stati presentati un anno dopo, in occasione dell'anniverasario del sisma. In questo rapporto si critica il governo per non aver portato avanti le indagini sulla causa del crollo delle scuole.
A pochi giorni dalla pubblicazione Tan Zuoren è stato arrestato, con l'accusa di incitamento al sovvertimento del potere di stato [China Digital Times ha tradotto il discorso della difesa, solo a tratti reperibile in cinese; è un documento di estremo interesse]; ad Ai Weiwei che era andato a Chengdu per testimoniare al suo processo era stato impedito di uscire dall'albergo. In quell'occasione Ai aveva denunciato di aver ricevuto percosse che gli avrebbero provocato il trauma cranico poi operato in Gemania.

Il documentario è la registrazione - incompleta - delle indagini compiute da questi cittadini. Il regista vorrebbe portarlo come prova al processo che incrimina Tan Zuoren di incitamento al sovvertimento del potere di stato.

Vale la pena guardarlo per farsi un'opinione. Audio e sottotitoli sono in cinese.


An Investigation by Citizens from SC King on Vimeo.

DICONO SULLA CINA - Liu Xiaobo rischia 15 anni

A un anno dalla pubblicazione di Charta 08 (10 dicembre 2008), a sei mesi dall'arresto del dissidente Liu, si apre il processo che lo incrimina per incitamento alla ribellione. La scorsa settimana 165 degli originali 300 firmatari hanno scritto una lettera al governo intitolata "Vogliamo condividere la responsabilità con Liu Xiaobo"

L'articolo del Guardian.

DICONO IN CINA - La via del gas

Il presidente cinese Hu Jintao, il collega turkmeno Gurbanguly Berdymukhamedov,assieme al capo di stato kazako Nursultan Nazarbaev e al presidente uzbeko Islam Karimov hanno inaugurato il nuovo gasdotto, lungo 1.883 km, che parte dal turkmenistan e, attraversando Uzbekistan e Kazakistan, arriva in Xinjiang. La nuova conduttura, i cui lavori sono iniziati a luglio 2008, dovrebbe trasportare in Cina 30 miliardi di metri cubi di gas all'anno, mentre altri 10 miliardi di metri cubi saranno 'trattenuti' dal Kazakistan. Insomma, un importantissimo tassello nella distribuzione energetica in Asia, soprattutto perchè è la prima tratta che aggira la Russia.

Per l'occasione Hu e Karimov hanno inoltre dichiarato di voler rafforzare i legami economici soprattutto in materia di gas, risorse minerarie e industria del cotone. Ma la cooperazione economica è legata alla stabilità delle regioni centroasiatiche e per questo Hu ha dichiarato che è responsabilità comune la lotta alle "tre forze": terrorismo, separatismo ed estremismo. Peccato che le materie prime siano le uniche ricchezze uzbeke e che il problema etnico sia, almeno per il momento, solamente cinese.

Lo speciale dell'agenzia di stampa filogovernativa Xinhua.

10/12/09

DICONO IN CINA - Made in China, c'è di che esserne fieri?



Chi non ha mai storto il naso - o quanto meno sorriso - alla notizia di merce rivenduta con marchio Ce, acronimo ingannevole di China export, spacciato per la sigla di garanzia della Comunità europea? La cronaca, inoltre, continua a riportare notizie di sequestri di prodotti made in China a cui noi siamo abituati a pensare come prodotti a basso costo e di scarsa qualità. Per questo il ministero del commercio cinese ha promosso una campagna pubblicitaria che enfatizza l'importanza della produzione cinese nell'economia mondiale: Made in China, made with the world. Lo spot è già in onda su alcune televisioni asiatiche e presto sarà trasmesso anche su alcune tv del continente nordamericano. ChinaSmak ha tradotto alcuni commenti dei netizen cinesi. Interessanti, come sarà interessante osservare la reazione della stampa occidentale.

01/12/09

CHINITALY - 1434, quando l'Europa scoprì la Cina

Le risaie lombarde, le più grandi invenzioni di Leonardo da Vinci e le mappe fiorentine che accompagnarono il viaggio di Cristoforo Colombo sono «made in China». Ad affermarlo sono le 368 pagine di «1434», il libro scritto da Gavin Menzies - ex comandante di sottomarini della Marina di Sua Maestà britannica - nel quale si sostiene la tesi che ad innescare il Rinascimento che cambiò il corso della civiltà occidentale fu la flotta dell’ammiraglio Zheng He, salpata alla volta dell’Europa durante il regno di Zhu Di che aveva grande interesse a rimpinguare le proprie casse moltiplicando i commerci con le esportazioni, dalle ceramiche più pregiate fino alle conoscenze enciclopediche.

Continua a leggere su La Stampa.

25/11/09

DICONO IN CINA - Cambiare sesso


Dopo cinque mesi di dibattito interno al paese, il Ministero della sanità cinese ha definito il regolamento per le operazioni di ri-attribuzione chirurgica di sesso.

Secondo l’agenzia di stampa Sina, il primo intervento di questo tipo è avvenuto nel 1990 e fino ad oggi nessuna legge si era occupata di regolarizzare il fenomeno. In assenza di statistiche ufficiali sul numero dei transessuali in Cina, l’agenzia di stampa Xinhua stima che mille cinesi si siano già sottoposti all’intervento di chirurgia. Secondo il China Daily, giornale di stato in lingua inglese, sarebbero invece duemila i cinesi che sono già stati operati, mentre tra i 100 e i 400 mila quelli in attesa di poterlo fare.

Il nuovo regolamento prevede che potranno operare solo i chirurghi con almeno dieci anni di esperienza specifica accumulata in ospedali riconosciuti dalle autorità sanitarie. I pazienti dovranno aver compiuto venti anni, dovranno avere la fedina penale pulita, essere single e possedere "documentate ragioni psicologiche per divenire transessuale" ovvero aver desiderato l’operazione per un periodo di tempo di almeno cinque anni (e non è dato sapere come si possa dimostrare tale requisito), aver vissuto come membro dell’altro sesso per almeno due anni, essere stato in analisi per almeno un anno e aver informato la famiglia sui propri desideri. Come se non bastasse la polizia deve autorizzare il cambiamento di sesso sul documento di identità e non è chiaro in quali casi possa rifiutare l’autorizzazione.

E' contento, ma non del tutto convinto Qiu Renzhong, famoso bioetico dell’Accademia delle Scienze sociali di Pechino. Gli abbiamo chiesto via email cosa ne pensasse di questi nuovi regolamenti. Il dottor Qiu ha posto l'attenzione sul delicato percorso psicologico che può portare una persona a decidere di cambiare sesso e delle implicazioni sociali che questo comporta. "E' raro che un transessuale viva e lavori come fosse un membro dell’altro sesso prima di operarsi" dichiara Qiu, secondo il quale è comunque apprezzabile "l'attenzione dimostrata dal governo cinese verso una minoranza".

Anche Chen Huanran, noto chirurgo plastico specializzato in questo tipo di operazioni, è contento: "Finalmente la Cina ha un regolamento sulle operazioni per il cambio di sesso - dice ai microfoni del Global Times, e aggiunge - è un fatto veramente importante dal momento che la legislazione sui transessuali rappresenta in qualche modo il grado di sviluppo di una civiltà".
Il dottor Chen è un chirurgo dell'Ospedale di chirurgia plastica di Pechino. Dal 1990 ha condotto a termine oltre duecento operazioni di cambio sesso. Joanna McMillan nel suo libro Sex, science and morality in China ha descritto il dipartimento dell'ospedale in cui lavora. Nel corridoio c'è un cartello in inglese: Gender Confirmation Clinic. In cinese, il termine "genere" non è largamente usato, così come è raro trovare accenni alla "conferma di genere". Secondo Chen, invece, questa è la maniera migliore per verbalizzare un argomento così delicato. L'uso del termine transessuale o di cambio sesso (in cinese l'espressione più usata: bian xing) pongono l'accento sul fatto che un individuo di un certo sesso viene chirurgicamente trasformato in un individuo dell'altro sesso. Chen, invece, crede fermamente che un individuo, ad esempio di sesso maschile, possa sentirsi intimamente donna o "semplicemente preferire di vivere la sua vita in un corpo da donna". La chirurgia, secondo il suo parere, aiuta a sanare la distanza tra quello che un individuo è e quello che vorrebbe essere.
Secondo Chen, però, è grave che i nuovi regolamenti non specifichino le procedure dettagliate e i criteri da seguire. Il costo dell'operazione, infatti, è molto alto (nel 2005 era di 300 mila yuan, circa 30 mila euro) e molti istituti se ne approfittano tanto che il professore afferma che "il 60 per cento dei miei pazienti viene qui a correggere un'operazione sbagliata". La sua stima è confermata indirettamente da un'inchiesta del Giornale della sera di Chongqing (Chongqing Wanbao) che cita diversi ospedali e cliniche private che accettano qualsiasi cliente purché abbia il denaro necessario.

Più dura Han Bingbing, la bellissima transessuale cinese che quest'estate ha cercato un marito dalle pagine del suo blog e la cui vicenda è stata ripresa, con grande ritorno pubblicitario, anche dal People's Daily. Han afferma che questo regolamento è inadeguato: "Non sono indicate le procedure pre e post opertorie. Se la Cina vuole confrontarsi con l'Occidente, su questi argomenti deve ancora fare molta strada".
Insomma, la strada è lunga, ma la direzione è quella giusta.

Pubblicato su Left